Ti hanno beccato!

Ciao a tutti, sono nuovo da queste parti e volevo esporvi una cosa che mi succede quando faccio qualche gioco.

La gente, soprattutto i bambini, che non ti lasciano fare il gioco e goderti l'illusione, che si tratti di far sparire una moneta o qualsiasi altra cosa, e corrono subito a guardarti le mani o in grembo dove fai cadere la moneta o cose del genere, rovinandoti tutto l'effetto.

Il fatto che ti scoprano un gioco perché ti è venuto male, magari perché hai fatto intravedere qualcosa, per quanto minimo sia, ma ti scoprono parte del segreto o il gioco intero.

Voi cosa fate in queste due situazioni? Perché la seconda per me è quella che mi colpisce di più, dove arrivi a pensare di non essere minimamente all'altezza per andare avanti.

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Beh, per prima cosa è perché non hai ancora sviluppato il controllo del pubblico, ma quello si acquisisce con l'esperienza.

A volte ti può capitare di trovare qualcuno che vuole metterti in difficoltà, il tipico cognato... Ma ci sono modi anche per toglierselo di torno.

Della seconda cosa ne ho già parlato qualche volta da queste parti: spesso pecchiamo di voler saper fare troppi giochi e troppe tecniche, vediamo un nuovo effetto e vogliamo subito impararlo, ed è come se volessimo sapere tutto... ma questo comporta il problema di non padroneggiare le tecniche.

Prima di fare un nuovo passo avanti nella magia, padroneggia tutto quello che viene prima, e questo si ottiene solo a forza di fare pratica e di provare e riprovare allo sfinimento.

Scegli un po' di giochi che ti piacciono con tecniche che padroneggi e provali ancora e ancora finché non ti riescono, come si suol dire, a occhi chiusi... Meglio fare 7 o 8 giochi fatti bene che 20 così così.

E se fai un "flash" e ti beccano il trucco, beh, ehi, non succede nulla, non è un dramma... È successo a tutti almeno una volta, sbagliare fa parte dell'apprendimento.

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Ricardo· Jun 9

Per quanto riguarda il primo punto, devi assolutamente avere il controllo del pubblico. Immagino si acquisisca solo con la pratica. Ecco un esempio:

saluti

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Carlos Diaz· Jun 11

Ciao @Danilpo, aggiungendomi a quanto ti hanno già detto gli altri, volevo solo consigliarti un libro in spagnolo che mi ha consigliato @DeZeta e che mi è piaciuto moltissimo.

El ensayo del fallo, di Angel Simal. È un libro piuttosto economico (per essere un libro di magia) e ha una versione Kindle davvero molto economica.

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Riguardo alla seconda cosa, inizia con giochi più automatici o con effetti più impossibili da decifrare, perché quando si tratta di manipolazione molto difficile, se sbagli, sbagli e in più ti scoprono. Perché sono cose diverse: una cosa è che lo spettatore si chieda come sia possibile, un'altra è: "dimmi un numero, il 12? 1, 2, 3, 4... 12, qual è la tua carta? Il 3 di picche... e questo invece è il 9 di quadri?" Questo significa sbagliare il gioco, non farsi scoprire. Però con la magia molto manipolativa o, come direbbero in inglese, con lo "sleight of hand", ti possono capitare entrambe le cose contemporaneamente.

Riguardo alla prima cosa, devi studiare bene i dialoghi proprio per farti rispettare ed evitare che inizino ad alzarsi in piedi o cose del genere. Ti andrebbe di dirmi con quali giochi o routine hai avuto questi problemi? Così possiamo creare insieme dei consigli e dei dettagli nel dialogo che sono utilissimi per tutti. Per esempio, io faccio un gioco in cui apparentemente lascio la carta dello spettatore sul tavolo, ma con una doppia presa (o con un top change) ne lascio un'altra; per evitare che qualcuno la giri e la guardi, dico que non la useremo fino alla fine e in più la metto in una busta con sopra qualcosa, oppure direttamente nell'astuccio del mazzo. Alla fine, quando uso quella carta (quella scelta), non la mostro subito, ma mentre sto raccontando qualcosa di interessante; in questo modo nessuno dice nulla e, se lo fai velocemente, dicono ancora meno. Questo lo dicono molti maghi: con una presentazione interessante o un'atmosfera divertente si dà meno importanza al trucco in sé. Ti consiglio il primo gioco del libro Roberto Light di Roberto Giobbi; se non ce l'hai e ti interessa, dimmelo che ti mando una foto delle due pagine, così capisci bene questo metodo per gestire lo spettatore.

Infine, ti direi che se vuoi evitare il primo problema, quando lo spettatore si avvicina per guardarti le mani o il grembo, devi iniziare a parlare a voce più alta: in questo modo si concentrerà sull'ascolto invece che sulla vista. Per esempio: gli dai una predizione, gli forzi una carta e poi la fai sparire (facendola cadere in grembo). Quando lo spettatore si china a guardarti in grembo, tu dici "Ma aspetta, aspetta, aspetta, aspetta!" "Prima ti ho dato una predizione, ed è... la tua cartaaa!". A quel punto tutti si rilassano e quello che voleva sbirciare – a meno che non si sia già dimenticato cosa stava cercando, che è la cosa più probabile – si distrae. Nel momento in cui tutti guardano la predizione, tu prendi la carta dal grembo e la sposti da qualche parte, liberandotene.

Spero che tutto questo ti sia utile, e se vuoi il gioco del libro (o se lo vuole qualcun altro) dimmelo pure perché è una bomba, è fantastico ed è il gioco più facile che abbia mai fatto in vita mia, da qui il nome "T.N.T.". E dimmi quali sono i giochi in cui riscontri questi problemi, così sistemiamo il dialogo.

Grazie e ciao.

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Ottimi consigli @OierAgirresarobe!

Guarda, a me capita che nel gioco di mentalismo delle 6 carte (quello in cui mostri le carte allo spettatore una alla volta fino ad arrivare a 6 e poi gli chiedi se ne ha già pensata una) c'è sempre il tipico spettatore che ti dice "e perché deve essere proprio una di queste 6 carte e non può essere una carta qualsiasi del mazzo?", mi piacerebbe sapere se hai qualche suggerimento per questo caso.

P.S. Pensi di poterci condividere il gioco del libro? 😝

Grazie amico, un saluto!

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Ricardo· Jun 9

Ciao.

Per la seconda il rimedio è provare, provare e poi ancora provare. Se è questa a darti più problemi, probabilmente è perché ti manca ancora un po' di pratica. Il mio consiglio è di non presentare mai un gioco che non sia più che provato. Prima provalo tu moltissime volte, poi presentalo a qualcuno di fiducia (che non ti prenderà in giro se ti scopre, ma anzi ti aiuterà dicendoti cosa ha visto ecc., così potrai correggere i difetti), e infine presentalo al pubblico. A diversi tipi di pubblico, questo ti aiuterà a perfezionarlo.

Un saluto

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Daniel· Jun 10

Grazie per i consigli, ne terrò conto!

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