Costruzione di giochi e routine: teoria e triplo sandwich
La costruzione di un gioco inizia decidendo cosa debba capire lo spettatore e quali condizioni rendano l'effetto riconoscibile. Miguel Ajo studia tale relazione tra ciò che avviene alla vista e il lavoro che lo rende possibile. In seguito applica i criteri a una routine completa di tre sandwich con due jolly.
Chiarezza, metodo e coperture
La definizione di effetto come contrasto tra una situazione iniziale e una finale serve a rivedere cosa viene mostrato e quando. Si lavora sulla formulazione dell'effetto in una frase, sull'accentuazione delle condizioni iniziali e sul dosaggio delle istruzioni. L'obiettivo è che il pubblico possa seguire ogni fase senza ricevere tutte le informazioni in colpo solo.
La scelta del metodo viene analizzata per la sua relazione con l'effetto, non solo per la sua facilità. Vengono studiati la distribuzione del lavoro lungo il gioco e la diversità di risorse per evitare di concentrare tutte le azioni difficili nella risoluzione.
Gli strumenti di copertura vengono spiegati mediante esempi: parentesi d'oblio, azioni di continuità e azioni in transito. Si distingue il dare tempo per separare un'azione dal suo effetto dall'allungare così tanto l'attesa che si perda il contrasto iniziale. Le idee di esecuzione lenta e chiara si legano alla sensazione che lo spettatore abbia potuto seguire quanto accaduto, senza confonderle con l'agire sempre a camera lenta.
Come concatenare più effetti
La lezione esamina diversi modi per unire i giochi: una tematica, un effetto che si ripete con altre condizioni o un materiale concreto. Vengono proposte strutture con apertura breve, sviluppo e chiusura, così come finali che recuperano un'idea dell'inizio.
Anche il copione può creare tale unione. Vengono studiate frasi ricorrenti, espressioni che acquistano senso più tardi e cambiamenti nell'ordine dell'informazione. La progressione viene intesa dall'esperienza dello spettatore: una fase può sembrare più impossibile senza diventare più complicata da comprendere né esigere una tecnica più difficile.
Le false piste e la chiusura di possibili spiegazioni si collegano a routine di ripetizione. Si analizza come le condizioni di un effetto possano rafforzare il successivo e perché la somma debba apportare qualcosa in più rispetto all'eseguire diversi giochi uno dopo l'altro.
La struttura interna
La costruzione include il ripartire le necessità del metodo tra le fasi e l'approfittare di ciò che accade già durante la manipolazione. Vengono commentate le opportunità offerte da un gioco quando non mostra certi dorsi, non altera l'ordine del mazzo o permette di introdurre una risorsa senza cambiarne l'aspetto esterno.
Gli esempi con altri oggetti illustrano tali criteri. Il lavoro pratico sviluppato si concentra sulla routine di carte: non è necessario disporre di maniche speciali, topit o monete truccate per seguire la spiegazione.
Triplo sandwich con due jolly
L'esibizione presenta tre carte che finiscono tra i jolly. Ogni fase cambia le condizioni apparenti: prima interviene l'intero mazzo, poi poche carte e infine i due jolly sembrano non averne nessuna tra di loro. Si differenziano una prima rivelazione dall'aspetto di abilità, un impianto di logica magica e un'apparizione presentata come materializzazione della carta ricordata.
La spiegazione sviluppa la scelta e il controllo delle carte, una variante di controllo a ventaglio di LePaul, la verifica mediante vistazo e il cull durante l'estensione. Viene inoltre lavorato il principio dello stantuffo nel secondo sandwich e il coordinamento della rivelazione finale. Viene mostrato come le posizioni lasciate da una fase facilitino la successiva e come ripartire la manipolazione eviti di dover risolvere tutto in un istante.
La presentazione viene analizzata insieme alla tecnica: la funzione di una battuta, l'immagine finale che riassume ogni effetto, la formulazione delle condizioni e il momento magico prima di rivelare. La carta dell'epilogo viene ricordata dopo essere stata vista nel mazzo; l'interpretazione di carta pensata si costruisce durante la routine.
Materiale e preparazione
Per l'applicazione ti serve un mazzo comune con due jolly e un tavolo dove estendere le carte e collocare le immagini finali. Per sfruttare al meglio la parte teorica conviene avere un gioco o una piccola routine propria che tu possa rivedere con tali criteri.
La manipolazione pratica richiede disinvoltura con separazioni, miscugli in mano, estensioni e controlli. Le procedure specifiche vengono spiegate, con alternative come il doppio taglio, ma non si parte da una formazione elementare di tutte le prese e tecniche di cartomagia. Prova ogni fase e, successivamente, la sequenza completa con le sue domande, pause e transizioni.