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L'età dell'oro della magia

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Della fantasmagoria al cinema

Questa lezione di storia propone una lettura dell'età dell'oro della magia attraverso i suoi spettacoli, i suoi protagonisti e il suo rapporto con la cultura di ogni epoca. Ramón Mayrata collega l'illusionismo alla letteratura, al teatro, alla scienza e alle nuove forme di rappresentazione delle immagini.

Il filo conduttore è il cambiamento di sensibilità: come diversi modi di intendere la realtà e l'immaginazione abbiano dato vita a differenti stili di magia.

L'immaginazione romantica e la magia realista

L'esposizione inizia con Robertson e la fantasmagoria. Vengono commentate le apparizioni, l'atmosfera dei suoi spettacoli e il loro legame con l'immaginario gotico, i fantasmi e la paura del sovrannaturale. Compaiono anche i gabinetti scientifici e le esperienze che il pubblico poteva interpretare come prodigi.

Mayrata contrappone tale sensibilità romantica alla poetica realista che riconosce in Robert-Houdin: la sua presentazione, lo spazio del suo teatro, gli apparati e gli automi. Tra gli esempi discussi vi sono la seconda vista, la sospensione eterea e Antonio Diavolo.

Lo sguardo si allarga su Hofzinser e su una magia vicina allo spettatore. Vengono affrontati il formato delle sue sedute, il suo repertorio di cartomagia e la conservazione e il successivo studio dei suoi materiali.

Teatri, spettri e grandi illusioni

La lezione ripercorre le illusioni spettrali e il loro legame con la ricerca ottica. Fanno la loro comparsa la Royal Polytechnic Institution, Dircks, Pepper e il fantasma di Pepper, oltre alla Sfinge di Stodare.

Lo spiritismo viene trattato come un fenomeno culturale e scenico. I fratelli Davenport e le presentazioni di Maskelyne servono a distinguere gli spettacoli annunciati come manifestazioni di spiriti dalla loro ricreazione come illusionismo.

L'Egyptian Hall permette di studiare la magia drammatizzata e il lavoro di artisti come Maskelyne, Charles Bertram, Buatier de Kolta e David Devant. Gli esempi riuniscono automi, cartomagia e grandi illusioni, insieme a questioni di paternità artistica, adattamento e copia. Si discute anche della presenza di Partagás e della magia spettrale in Spagna.

Immagini che si conservano e si muovono

Vengono messi in relazione la lanterna magica, le diapositive in dissolvenza, la fotografia e lo studio del movimento con l'apparizione di nuove forme di spettacolo. Le fotografie di presunti fantasmi e le illusioni teatrali illustrano come cambi il rapporto tra un'immagine e ciò che il pubblico crede di vedere.

Il percorso si conclude con Méliès: il suo legame con il teatro di magia, la ripresa di numeri di scena e l'uso di risorse cinematografiche per costruire finzioni. L'esposizione lo presenta come una figura di raccordo tra il palcoscenico e il cinema.

Formato e requisiti

Si tratta di una lezione espositiva supportata da esempi storici, immagini e frammenti commentati. Non richiede materiale di magia né precedente destrezza tecnica. Il suo obiettivo è riconoscere stili, artisti e trasformazioni culturali che aiutano a collocare l'illusionismo nel suo contesto.