Girando gli assi: routine e conteggio Elmsley
Girando gli assi
I quattro assi cambiano orientamento consecutivamente all'interno del pacchetto fino ad arrivare al giro finale dell'asso di picche. Think Nguyen presenta e spiega questa classica routine, nota come «Twisting the Aces», con l'aiuto di Borja Montón.
Viene ripassata l'intera sequenza: come mostrare le carte all'inizio, preparare ogni fase, collegare i conteggi e presentare l'ultimo giro. Vengono confrontati due modi di finire e si esaminano i dettagli che permettono di passare da una posizione all'altra con continuità.
Economia dei movimenti
La routine serve a studiare come eliminare i gesti non necessari. Viene analizzata la posizione delle carte e delle mani prima e dopo ogni azione, in modo tale che il gesto di girare il pacchetto lasci pronto il movimento successivo.
Si lavora anche sulla relazione tra la patter, le domande e la manipolazione. La storia sui diversi modi di girare una carta fornisce un contesto per le azioni. Vengono commentate le abitudini che aggiungono informazioni visive non necessarie e si propone di rivedere le proprie routine per guadagnare in chiarezza.
Il conteggio Elmsley
Il secondo video, spiegato da Borja Montón, approfondisce la tecnica nei dettagli. Vengono mostrati due modi per eseguirla: uno contando le carte sulla mano e un altro sulla punta delle dita. La spiegazione presta attenzione alle prese, al controllo delle carte, alla direzione del conteggio e al ritmo uniforme.
Si consiglia di praticare la continuità dell'intera azione ed evitare che alcune carte vengano mostrate più lentamente di altre. Un metronomo può aiutare a lavorare su quel ritmo. Dopodiché si collega la scelta della presa con i movimenti della routine.
Materiale e pratica
Avrai bisogno dei quattro assi di un mazzo normale. Conviene scegliere carte i cui indici e semi siano facili da distinguere. La tecnica può essere praticata con altre quattro carte dello stesso valore.
Il conteggio Elmsley viene spiegato all'interno della lezione; non è necessario conoscerlo già. Conviene invece provare prima la sua coordinazione e poi unirla alla sequenza e alla presentazione, controllando quando sia necessario cambiare la posizione delle mani.